Norme redazionali

Norme Generali

Settori scientifici
La rivista Lingue Antiche e Moderne accoglie solo contributi di ricerca originali, non pubblicati in precedenza, e recensioni di libri scientifici. I settori di pertinenza sono: lingue e letterature antiche e moderne, filologia, linguistica, storia degli studi, didattica.

Lingue
I contributi possono essere scritti in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo.

Dimensioni dei contributi
Gli articoli potranno avere una lunghezza massima di 30000 caratteri spazi inclusi. Essi dovranno inoltre contenere un abstract in inglese di non più di 1000 caratteri spazi inclusi. I titoli dei contributi dovranno essere chiari e concisi (non più di 10 parole).

Supporto informatico dei contributi
I contributi dovranno essere inviati esclusivamente su supporto informatico, tramite file di testo allegati a messaggi di posta elettronica. Il formato del testo dovrà essere quello di MS Word, o in subordine un documento in RTF. Le dimensioni dei caratteri dovranno essere di corpo 14 Times New Roman per il testo e corpo 12 per le note. L’interlinea dovrà essere singola. Non dovranno esserci spazi prima e dopo i singoli paragrafi.

Procedura di valutazione (referee)
Tutti gli articoli inviati alla rivista saranno sottoposti ad una procedura di valutazione tra pari, in forma di doppio cieco (sia l’autore sia il revisore saranno anonimi). Il direttore della rivista invierà il manoscritto a uno o più membri del comitato di redazione e/o del comitato scientifico e/o esperti esterni, selezionati sulla base della materia scientifica trattata nell’articolo. Alla fine gli autori riceveranno comunicazione scritta del risultato della valutazione (approvato, rinviato con richiesta di modifiche, respinto), unitamente ai pareri anonimi resi dal revisore. Le procedure di valutazione degli articoli sono formalizzate in modo da garantire assenza di conflitti di interessi tra autori e revisori.

Questa rivista non addebita agli autori alcun costo per la lavorazione o la presentazione degli articoli.

Scadenze annuali:
1 marzo: scadenza per l’invio dei contributi
1 luglio: fine del processo di peer review
1 settembre: consegna dei contributi definitivi
30 novembre: pubblicazione del numero

Norme redazionali

PARAGRAFI. Il contenuto del testo dovrà essere chiaro e ben strutturato, suddiviso in paragrafi. Ogni paragrafo avrà un numero progressivo e un titolo. Il titolo del paragrafo dovrà essere in grassetto e sarà preceduto da due righe vuote e seguito da una riga vuota.

CAPOVERSI. Ogni capoverso inizierà con un rientro, ottenuto con un solo colpo del tasto di tabulazione, non usare spazi bianchi per mezzo della barra spaziatrice. Per il punto di seguito inserire un solo spazio dopo il punto. Per il punto a capo usare il tasto apposito di “a capo” (chiamato return o enter nei vari computer).

CORSIVO. Usare il corsivo per le parole straniere, salvo quelle entrate nell’uso comune (ad es. leader, partner, ecc.), e per le diciture latine et al., ibidem, passim, supra e infra.
Si userà il corsivo, inoltre, con le parole che l’autore vuole evidenziare in maniera particolare e con i titoli dei volumi o degli articoli.

MAIUSCOLO. Evitare le maiuscole per i nomi comuni (ad es. stato, governo, regione, ecc.), e per gli aggettivi e i sostantivi indicanti nazionalità (ad es. gli italiani, i francesi, ecc.). Evitare assolutamente in ogni sede (testo, note, indice dei nomi) di scrivere il nome degli autori tutto in maiuscolo o maiuscoletto. Nel caso di sigle, usare solo l’iniziale maiuscola, e il resto minuscolo, e senza puntini tra una lettera e l’altra (ad es. Fiat, Usa, ecc.).

GRASSETTO. Da evitare assolutamente.

ACCENTI. Si raccomanda l’accentazione delle vocali italiane: à, ì, ò, ù (sempre con accento grave); cioè, è (con accento grave); né, sé, perché, affinché, poiché, giacché ecc. (con accento acuto).

TABELLE E FIGURE. Dovranno essere numerate e inserite nel testo. Ogni colonna andrà separata dall’altra per mezzo del tasto tabulatore, non usare assolutamente la barra spaziatrice. Evitare assolutamente le fotografie. In ogni caso, usare solo il bianco e nero. Nel caso di grafici, usare la risorsa “inserisci forme – linee” di MS Word. Tabelle e figure dovranno essere tutte delle stesse dimensioni e dello stesso corpo.

VIRGOLETTE. Servirsi delle virgolette alte o “inglesi” (ad apice doppio) per le citazioni. Usare invece le virgolette alte ad apice semplice per evidenziare gli usi semantici ‘particolari’. Si raccomanda di non usare l’apice (‘), ma la virgoletta (’) anche per l’apostrofo.

TRATTINI. I trattini che – come in questo caso – individuano un inciso dovranno essere lunghi e preceduti e seguiti da spazio. Quelli invece che indicano un composto nominale, come città-giardino, dovranno essere brevi e senza spazi. I trattini lunghi potranno essere usati anche per gli elenchi:
– questo;
– quello;
– e quest’altro.

ABBREVIAZIONI. Usare le seguenti: p. e pp. (e non pag. o pagg.); s. e ss. (e non seg. e segg.); cap. e capp.; cit.; cfr.; ecc.; vol. e voll.; n. e nn. Raccomandiamo inoltre: p. 24 e non p.24 (cioè con lo spazio); A. Manzoni e non A.Manzoni (cioè con lo spazio); J.M. Keynes e non J. M. Keynes (cioè senza spazio tra le due iniziali del nome).

NOTE. Usare le note a piè di pagina. I numeri di nota dovranno sempre precedere i segni di interpunzione (punti, virgole, punti e virgole, due punti ecc.), ma seguire le eventuali virgolette di chiusura. Cioè così23.

CITAZIONI NEL TESTO. Di ogni citazione da opere di cui esiste una traduzione italiana va riportata la traduzione. Le citazioni brevi (3-4 righe) vanno indicate fra doppie virgolette alte. Le citazioni più lunghe (infratesto) vanno invece separate dal testo adottando con una riga vuota prima e una dopo, e messe in corpo minore.

CITAZIONI DI AUTORI CLASSICI. Usare le sigle del Thesaurus linguae Latinae per gli autori latini e del Liddell-Scott per gli autori greci. Usare sempre le cifre arabe, anche per i libri (d es. Verg. Aen. 12, 300).

NOTE E BIBLIOGRAFIA. Usare il sistema “americano. Nel testo e nelle note va riportato il cognome dell’autore, seguito da parentesi aperta, anno di pubblicazione, due punti, numero delle pagine, parentesi chiusa. Cioè, ad es. Oniga (2000: 23-24). Nel caso di più opere dello stesso autore, gli anni vanno separati da un punto e virgola: Oniga (1985; 1987; 1990). Se l’autore ha pubblicato diverse opere nello stesso anno, bisogna ordinare le pubblicazioni con le lettere a, b, c, ecc.: Oniga (1997a; 1997b). Nel caso di seconda edizione usare l’esponente: Oniga (20072). Infine, nel caso di un volume tradotto in italiano, seguire il seguente ordine: anno originale di pubblicazione, trad. it., anno dell’edizione italiana, pagine dell’edizione italiana: Weber (1921; trad. it. 1968: 72). La bibliografia finale va composta secondo il modello che segue. Per lo spazio tra l’anno di pubblicazione e il titolo dell’opera servirsi del tasto tabulatore e non della barra spaziatrice. Nel caso di più opere di uno stesso autore si incolonnano semplicemente gli anni di edizione dei diversi volumi, senza ripetere il nome dell’autore. Lo stesso nome, però, va riportato due volte nel caso in cui figuri sia come autore che come curatore.

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In caso di dubbio
Poiché le norme sopra elencate non possono evidentemente risolvere tutti i possibili problemi particolari che si pongono in ogni singolo contributo, per qualsiasi dubbio o esigenza di chiarimento si prega vivamente di contattare la Redazione prima di inviare l’articolo, in modo da risolvere preliminarmente tutti i problemi di coerenza con le norme della rivista.

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