Archaeologies of Diving: Paul Carter’s Engagement with Italy

di Paul Carter, Roberta Trapè

Il prolifico autore e artista australiano Paul Carter (1951-) ha dato un importante contributo alla riconcettualizzazione delle culture coloniali e delle loro prospettive postcoloniali. Come artista e creatore di luoghi (placemaker), il suo lavoro è ampiamente pubblicato e studiato. Tuttavia, l’importante coinvolgimento con l’Italia che sottende alla sua produzione accademica e creativa non è stato estesamente studiato. Questo articolo mira a rettificare questa omissione. Offre infatti una visione d’insieme cronologica sul coinvolgimento di Carter di quarant’anni negli ambiti dell’urbanesimo italiano, dell’arte e della filosofia italiane. Mette in evidenza anche dei temi chiave: un senso del luogo arcipelagico, principi di comunicazione ecoica mimetica, e un’epistemologia migrante radicata nella nozione di ‘diventere se stessi in quel luogo’, che può essere produttivamente collegata al ritorno ‘non finito’ di Carter in Italia, un processo di incontro ripetuto che è un equivalente biografico del ricorso storico di Giambattista Vico.

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Old Calabria di Norman Douglas come ricerca del senso perduto

di Miriam Sette

Il fulcro della storia in Old Calabria è la ricerca della identità personale di un autore, Norman Douglas che, per la sua diversità socialmente disapprovata, ha perduto il senso di appartenenza alla cultura che lo ha formato. Sulle tracce della civiltà della Grecia antica riscopre la sua identità autentica nella storia, tradizione, riti del profondo sud della penisola italiana. Raggiungendo la Sila ‘greca’, ricca di vestigia del mondo classico, scopre i riti orfici che conciliano la sua natura polimorfa nell’abbraccio della Grande Madre Terra che accoglie tutte le diversità. Il progetto di Douglas di recarsi in Calabria ha allora l’aspetto metaforico della ricerca ideale di un luogo dell’anima, alimentata dalla speranza di ottenervi la realizzazione delle sue pulsioni naturali, ma più ancora è la ricerca di un metaspazio di liberazione sensuale, oltre il mondo della morale vittoriana imprigionata in privilegi, ipocrisie, divieti.

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Ground Beneath Her Feet: Myth, Migration and Identity in Salman Rushdie

di Pierpaolo Martino

In The Ground Beneath Her Feet (1999) Salman Rushdie indaga temi complessi quali migrazione, mito, identità e celebrità, attraverso una narrazione che con-fonde mitologia antica e cultura pop contemporanea. Più precisamente il romanzo rappresenta da un lato uno spazio in cui i miti classici (uno tra tutti quello di Orfeo) migrano verso forme nuove, dando corpo a complesse fisionomie identitarie, dall’altro un narrare della musica e dei musicisti pop in quanto miti contemporanei o meglio metafore contemporanee della migrazione stessa. Mito, migrazione e identità sono dunque le forze discorsive principali del musical novel rushdiano, forze attraverso cui è possibile comprendere la fase attuale della globalizzazione.

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Rooting Identities: Derek Walcott’s Connection(s) with the Caribbean Environment

di Mattia Mantellato

Questo articolo intende dimostrare come i concetti di rappresentazione identitaria e di narrazione ecologica s’intersechino e si condizionino nella definizione dei personaggi e delle storie che ruotano attorno al capolavoro dell’autore caraibico Derek Walcott, ovverosia il suo Omeros. A partire dall’utilizzo di un campo di studi innovativo come l’ecologia letteraria, l’articolo prende in esame l’importanza dell’ambiente naturale, e in particolar modo animistico, all’interno del poema. I protagonisti walcottiani, persi in un lembo di mondo che non sentono loro, rintracciano le proprie radici identitarie grazie all’aiuto della natura, del mondo animale e vegetale. Dopo aver esaminato il plurimo contesto relazionale entro il quale l’autore opera, l’articolo analizza due episodi emblema del poema per dimostrare come la cultura caraibica riscopra e interpreti i significati e i simboli del proprio ibridismo culturale attraverso l’aiuto dell’ambiente circostante, una “natura” che non dimentica e ha il potere di lenire le ferite di un passato travagliato.

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Traditional Hindu Elements in Kiran Desai’s The Inheritance of Loss

di Maria Camilla Di Tullio

Il seguente articolo offre un’interpretazione indologica del romanzo The Inheritance of Loss ad opera di Kiran Desai, analizzando atteggiamenti e dinamiche che risultano ancora più significativi se filtrati attraverso l’etica induista. Alcuni tra i principi induisti più evidenti che si celano nella storia sono il peccato del samudrayana connesso al viaggio oltreoceano; la disattenzione nei confronti del proprio dharma, causa questa della sventura di alcuni personaggi; l’equilibrio esistenziale degli opposti; il monte mitologico Meru simbolizzato dal monte Kanchenjunga; il velo di Maya suggerito dalla costante presenza della nebbia.

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Le sirene in Tomasi di Lampedusa e le possibili fonti

di Fabiana Savorgnan Cergneu di Brazzà

Il contributo, un viaggio nella classicità letteraria, si propone di verificare se esista un rapporto tra il racconto Lighea (1961), di Tomasi di Lampedusa e le fonti classiche tradizionali (Aristotele, Omero, Ovidio, Virgilio). Oltre a questo aspetto, si cerca di stabilire un possibile aggancio con la rielaborazione originale di esse fatta dal Boccaccio nelle Genealogie Deorum Gentilium. La sirena, qui considerata come rappresentazione identitaria del mondo classico, sarà esaminata nelle suggestive rappresentazioni degli autori, tenendo in debito conto anche delle sue diverse interpretazioni, vista nei suoi aspetti suadenti e dolci, ma anche in quelli brutali e feroci.

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The Enigma of Identity: A Reading of Anil’s Ghost by Michael Ondaatje

di Pier Paolo Piciucco

La finalità di questo saggio critico è quella di indagare sulla natura mista, postcoloniale, multiculturale e trasnazionale così come affiora nel romanzo Anil’s Ghost di Michael Ondaatje, con particolare attenzione alla protagonista Anil Tissera. Il mio lavoro prende forma in due fasi distinte: inizialmente discute le caratteristiche e la contraddittorietà di questa forma emergente di identità prendendo a prestito gli strumenti della critica postcoloniale e dei diaspora studies, con l’intenzione di analizzare come l’identità di Anil subisce modifiche nel corso del suo itinerario dallo Sri Lanka all’Inghilterra prima e agli Stati Uniti poi. Su un piano ideologico questo trasloco la sposta dalla periferia verso il centro del mondo postcoloniale. Nella seconda parte del saggio, analizzerò invece il modo in cui Anil si trova a scendere a patti con le proprie conflittualità interiori a seguito della sua esperienza da espatriata: in questa fase della mia ricerca farò riferimento anche ad Unclaimed Experience di Caruth, un testo chiave nell’orbita dei trauma studies, per dimostrare come gli effetti di esperienze traumatiche passate possano generare disorientamento e alienazione in un emigrato. Il dilemma si fa palese nel caso del ritorno a casa di un espatriato, proprio come avviene ad Anil Tissera in Anil’s Ghost.

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Memory and Negotiations of Identity in Train to Pakistan

di Giuseppe De Riso

L’articolo si concentra sul romanzo Train to Pakistan di Khushwant Singh per analizzare le negoziazioni identitarie tra gruppi etnico-religiosi differenti durante gli anni della Partition tra India e Pakistan, avvenuta nell’agosto 1947. Più in dettaglio, l’articolo proverà a dimostrare l’impatto, nell’economia delle relazioni sociali e delle pratiche violente descritte nel romanzo, delle “voci” che circolavano incontrollate lungo e attraverso gli allora ancora incerti confini che separavano le due nazioni nascenti.

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Passages to India: Santha Rama Rau’s Adaptation of E. M. Forster’s Novel for the Stage

di Paola Carmagnani

Questo saggio presenta un’analisi critica dell’adattamento teatrale di A Passage to India ad opera di Santha Rama Rau, una figura largamente ignorata dalla critica postcoloniale. Attraverso un’analisi dello specifico contesto storico e culturale in cui si situa l’adattamento e un close reading del testo in relazione con il romanzo si tratta di far emergere i molteplici “passaggi in India” che lo informano. Il passaggio dal romanzo al teatro è infatti il veicolo intermediale di un passaggio simbolico, all’interno del quale la visione implicitamente eurocentrica del testo di partenza non viene cancellata, ma piuttosto interpretata e ri-creata all’interno di un processo dialogico.

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From and to Paris: Experiences of Migration in The Book of Salt

di Nadia Priotti

Il saggio si concentra sulle diverse esperienze di migrazione presentate nel romanzo di Monique Truong The Book of Salt, ambientato nella Parigi degli anni Trenta con personaggi provenienti dall’Indocina e dagli Stati Uniti, e ne individua le rispettive motivazioni e opportunità, che necessariamente condizionano il modo di relazionarsi con la città. L’analisi vuole sottolineare come tali aspetti siano spesso legati al sentimento di ‘sentirsi a casa’, che accomuna ricordi, esperienza presente e scelte relative al proprio futuro.

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