Le Simplegadi
International on-line refereed journal of modern languages and literatures
La metafisica relazionale di Raimon Panikkar, centrale per la comprensione dell’opera del filosofo catalano ma poco approfondita nei suoi testi, soprattutto nelle sue più avanzate implicazioni, presenta suggestivi punti di contatto con la teoria medievale della “creatio continua”, a sua volta vicina a posizioni buddhiste tradizionali e scientifiche contemporanee. Da questi accostamenti emerge con rinnovata forza il convincimento ontologico fondamentale di Panikkar: la “cosa in sé” non esiste, perché le cose, a ben vedere, sono “fuori di sé”, nello spazio aperto delle relazioni reciproche.
Questo saggio propone uno studio comparativo della narrativa modernista e del Nouveau Roman basato su una serie di tratti comuni che permettono di considerare i due fenomeni letterari come manifestazioni di una medesima temperie culturale. Per di più, la menzione esplicita da parte dei Nouveaux Romanciers dei romanzieri modernisti come illustri precursori evidenzia interessanti parallelismi, nonché un rapporto di continuità. Tale approccio analizza il loro legame in termini di ricezione e assimilazione di un modello, e si presta ad uno studio incrociato dei sorprendenti punti di contatto tra le ricerche della Woolf e della Sarraute contrapposte a quelle, non meno simili, di Joyce e Butor.




