• Articoli 29.10.2009

    di Paolo Calabrò

    La metafisica relazionale di Raimon Panikkar, centrale per la comprensione dell’opera del filosofo catalano ma poco approfondita nei suoi testi, soprattutto nelle sue più avanzate implicazioni, presenta suggestivi punti di contatto con la teoria medievale della “creatio continua”, a sua volta vicina a posizioni buddhiste tradizionali e scientifiche contemporanee. Da questi accostamenti emerge con rinnovata forza il convincimento ontologico fondamentale di Panikkar: la “cosa in sé” non esiste, perché le cose, a ben vedere, sono “fuori di sé”, nello spazio aperto delle relazioni reciproche.

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